Nelle ultime settimane, stiamo vivendo un continuo alternarsi fra preoccupazioni per una recrudescenza della pandemia e aspettative di ripresa che si sostengono su dati economici sufficientemente positivi.
Come ebbi occasione di esaminare tempo addietro, l’emergenza ha portato, a livello globale, reazioni incerte ed interventi non tempestivi, mettendo in luce la scarsa efficacia di molti modelli di leadership, rivelatisi obsoleti e non in grado di confrontarsi in modo adeguato con i cambiamenti in atto. Tuttavia, gli ottimi dati sull’export italiano mi offrono l’occasione per osservare come le piccole e medie imprese italiane abbiano affrontato in modo strategico la situazione, dimostrando una leadership molto lungimirante. Mi ha colpito, soprattutto, come abbiano saputo trasformare il forzato rallentamento produttivo in tempo prezioso, per riflettere e agire, sviluppando azioni da promuovere sia nell’immediato che in futuro.

La piccola e media impresa, colonna portante della nostra economia e vessillo del “Made in Italy” – da sempre eccellenza indiscussa e apprezzata dal mercato internazionale – ha sfruttato con lucidità e discernimento, questo periodo di incertezza per migliorare e sviluppare sé stessa, rendendo sempre più flessibili le sue attitudini, corroborate da esperienza e competenza.
Le leadership italiane, si sono preparate al cambiamento incombente, investendo nel rapporto di fidelizzazione con il cliente, comunicando la filiera produttiva, adottando politiche etiche e trasparenti rivolte a una crescita sempre più eco-sostenibile. Si sono altresì impegnate a incrementare lo sviluppo di modelli alternativi di business, capaci di adattarsi alle molteplici fluttuazioni dei mercati, promuovendo la tecnologia e diffondendola anche al loro interno attraverso un proficuo utilizzo dello Smart Working. In ottica di internazionalizzazione, la tutela del “Made in Italy” è passata anche dalla garanzia dell’origine del prodotto e dalla valorizzazione della provenienza geografica.

Il frutto di tanto impegno e di strategie previdenti si è visto nei dati dell’export italiano nello scorso mese di aprile, che hanno fatto registrare numeri importanti. Secondo l’ISTAT , su base annua, l’export è cresciuto, verso gli Stati Uniti del 112,5%, la Francia del +116,6% e la Spagna del 120,8%. È vero che dopo lo shock del 2020 era prevedibile un rimbalzo dell’economia, ma per raggiungere certi risultati bisogna comunque lavorare bene, senza improvvisazioni e con grande determinazione.
I capitani di impresa italiani lo hanno sempre fatto, hanno costantemente cercato di realizzare e promuovere i propri prodotti e servizi con originalità, creatività e innovazione. Una eredità che ci arriva da una identità forte di 2.500 anni di storia e di cultura. Non è un caso che il prodotto “Made in Italy” sia sinonimo di “bello e ben fatto”.

Le imprese italiane e il “Sistema Italia” si confermano, dunque, un esempio da emulare: sono da sempre apprezzati nel mondo, anche per la loro capacità di mantenere buone relazioni commerciali, grazie a una raffinata ed efficace qualità di dialogo con le controparti estere.
Anche l’Europa crede negli sforzi profusi dalle PMI italiane per salvaguardare i propri brand in questo periodo di crisi. L’Ecofin infatti, ha da poco approvato in via definitiva il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” dell’Italia presentato dal governo Draghi, che a breve darà luogo ad una prima “iniezione” nella nostra economia di 25 miliardi di euro.
Confido nel fatto che la leadership degli imprenditori italiani continui a mantenersi un esempio di credibilità e affidabilità. Certamente, l’uso intelligente delle sue doti creative ed originali, potrà indirizzare le nostre PMI verso un futuro sempre di più eco-sostenibile, tecnologicamente innovativo ed in continua relazione col mondo.

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