In più occasioni, ho sottolineato come l’attuale stato di emergenza globale abbia messo in crisi i modelli di leadership tradizionali che, spesso, si sono dimostrati al di sotto delle aspettative nell’affrontare la prolungata condizione di incertezza che stiamo vivendo. In concomitanza con l’inizio dell’anno Ignaziano, vorrei quindi stimolare una riflessione su come potrebbe essere una leadership in grado di rispondere alle necessità del nostro tempo, partendo dagli insegnamenti di S. Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù.
Credo che ormai l’unica cosa certa è che non esiste nessuna certezza e l’umanità dovrà imparare stabilmente a convivere con questa situazione. Il venir meno di riferimenti sicuri e l’assenza di soluzioni tempestive può suscitare nella collettività una reazione di immobilismo generalizzato, dove timore, ansia, indecisione spengono la volontà di agire, propria dell’animo umano.
Mantenere questa volontà, anche in una condizione di incertezza, diventa invece essenziale. Secondo gli insegnamenti di S. Ignazio, solo il discernimento, cioè quella capacità di scegliere con consapevolezza e fare azioni efficaci e responsabili, può offrire una risposta concreta alle problematiche contingenti e future.
In questo senso, un leader deve saper agire sempre in modo ponderato di fronte all’instabilità degli eventi. Non si tratta di una attitudine innata, ma di una competenza che si può imparare attraverso una formazione diretta a fortificare la mente, temprare il carattere, superare incertezze e paure. In questo modo, la determinazione nel perseguire un obiettivo diventa incrollabile, anche di fronte alle avversità.
Si tratta della “Leadership discernente”. Una leadership che può essere ben sintetizzata dalla citazione ignaziana che recita: “Agisci come se tutto dipendesse da te, sapendo poi che in realtà tutto dipende da Dio”.
Ovvero: opera con equilibrio, con distacco dai sentimenti negativi – anche nelle più grandi difficoltà – e fai tutto quanto di umanamente possibile, senza mai risparmiarti.
Sono del parere che una leadership di questo tipo abbia l’energia per offrire al mondo un rinnovato modo di vedere le cose, dove l’imprevisto diventi occasione di crescita personale e professionale, dove la differenza sia opportunità e non divisione, dove la collaborazione sia forza e non debolezza e dove la riflessione non sia inerzia ma stimolo all’azione.

Quanto c’è di questi valori nei tradizionali modelli di leadership? Forse, ancora troppo poco. Ma ho fiducia nel futuro, perché vedo molti leader con queste caratteristiche spendersi per trasmettere alle giovani generazioni la loro esperienza. In questo modo li stimolano, li incoraggiano promuovendone creatività, originalità, volontà di innovare e di sperimentarsi.

L’auspicio è che i giovani di oggi, a loro volta, trasmettano questi valori ai propri collaboratori e alle generazioni che seguiranno, insegnando a investire nella risorsa più preziosa che l’uomo abbia a disposizione: sé stesso.

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