Educare o solo trasmettere cultura? Una domanda che, penso, si ponga qualsiasi bravo docente o chiunque, come me, ambisca a dare un valido contributo alla formazione dei giovani. Personalmente, ho il privilegio di mettere a disposizione la mia esperienza di business a favore della crescita degli studenti di economia di Fordham University Gabelli School of Business, prestigiosa università americana di tradizione gesuita.

Nell’anno che celebra la canonizzazione di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dell’ordine dei gesuiti, vedo ritornare prepotentemente alla ribalta i valori educativi che ci ha lasciato, alla stregua di un faro, in questa realtà fin troppo frenetica e incerta.

Lo scopo della metodologia gesuita, infatti, è favorire l’educazione integrale della persona, ossia formare uomini e donne, capaci di vivere la loro esistenza, sia personale che professionale, non in modo passivo, ma contribuendo al benessere della società futura con le loro azioni.

Le tappe fondamentali di questo approccio formativo partono dall’incontro diretto con l’esperienza, dove le argomentazioni teoriche si mescolano con quelle pratiche; fino alla riflessione critica e al discernimento, cioè quella capacità di effettuare scelte ponderate con responsabilità e consapevolezza; per arrivare all’azione concreta, fatta di decisioni. E’ questo lo scopo principale del modello educativo proposto da Sant’Ignazio.

Una educazione di questo tipo non può mancare, specialmente oggi, nel bagaglio della nuova generazione di business leader, la cui preparazione non può prescindere da un continuo confronto con realtà, il più possibile diversificato. Per uno studente di economia, diventa quindi estremamente formativo partecipare a eventi e conferenze con autorevoli business manager accreditati a livello internazionale, il cui apporto di esperienza di vita e di attività professionale è di grande insegnamento e ispirazione. Si tratta di attività didattiche, tipiche delle scuole di tradizione gesuita, che permettono al giovane di acquisire indipendenza, fiducia in sé stesso e diventare proattivo.

Ad ogni studente, sarà sempre richiesto di sforzarsi di eccellere fin dove gli risulti possibile, senza però mai fermarsi alle sole espressioni nozionistiche o teoriche, ma prefissandosi degli obiettivi per poi raggiungerli.

È l’agire, accompagnato da solidarietà, gratitudine e coraggio, la vera forza della pedagogia ignaziana che accompagna lo studente giovane e acerbo nel suo percorso di vita, consegnandolo uomo maturo e leader alla società di domani.

“A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto”. Porto sempre con me questo passaggio del Vangelo di Luca. Educare, a mio avviso, è anche donare qualcosa agli altri, aiutandoli a diventare ciò che “potrebbero essere”.

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