“I am a businessman, who belongs to a generation that went to school and studied hard to land jobs that would guarantee money, security, and status. […] But I am here to tell you that our generation’s definition of success was wrong.” Era il 2012 e queste parole facevano parte del mio intervento alla cerimonia di diploma di mio figlio Francesco.
Ripensandoci 13 anni dopo, non hanno perso di significato, anzi.
Le nuove generazioni hanno messo in discussione, in modo netto, il ruolo del denaro e dello status nella ricerca della felicità, legando il successo più al benessere e all’equilibrio personale. Al contempo, però, per tutti è cresciuto il bisogno di sentirsi protetti, al sicuro: nella salute, nei legami affettivi e nelle proprie decisioni, personali e lavorative.
In un mondo dove il ritmo del cambiamento ci obbliga a prendere decisioni sempre più in tempo reale, soprattutto nel business, sicurezza è anche decidere sulla base di fatti e dati concreti. Dati che crescono esponenzialmente in volume, complessità e valore.
Le informazioni che ne derivano rappresentano un patrimonio rilevante tanto quanto il capitale finanziario. Secondo il World Economic Forum, i dati sono ormai “la nuova linfa vitale dell’economia moderna”, e la capacità di analizzarli e proteggerli rappresenta una nuova frontiera di competitività per le imprese.
Le infrastrutture digitali devono dunque essere solide, potenti e sicure. Si consideri che, solo nel 2024, i cyber attacchi hanno causato perdite globali stimate in 10 miliardi di euro, + 100% rispetto al 2023 (Il Sole 24 Ore, febbraio 2025). L’Unione europea, con la Direttiva NIS 2, ha pertanto imposto un cambio di paradigma nella governance del rischio cyber, estendendo gli obblighi di sicurezza a un numero crescente di soggetti strategici. E’ un mercato in crescita: secondo Statista, il settore della cyber security supererà i 250 miliardi di dollari entro il 2028, con un tasso annuo di crescita superiore al 12%.
Un contesto che allarga la portata delle sinergie fra imprese e investitori, in termini di visione strategica, cultura del rischio, strumenti di governance e accesso a tecnologie e competenze. L’obiettivo è aiutare l’impresa a proteggere le proprie infrastrutture digitali e a diventare davvero data-driven, condividendo best practice, modelli di gestione del dato, piattaforme digitali e opportunità di formazione.
Nel 2012 conclusi il mio discorso invitando gli studenti ad impegnarsi per promuovere un cambiamento responsabile e a diventare “compassionate thinkers”. Oggi, aggiungo che la sicurezza è anche sapere di non essere soli nel confrontarsi in un contesto complicato, sempre più digitale ma che, alla fine, rimane ancora profondamente umano.
Andrea Mennillo
Fondatore e Direttore Generale, International Development Advisory
Presidente Fordham University London Centre Advisory Board



